Bruce Chatwin, scrisse: « Anatomy of Restlessnes » a cavallo degli annio 80'. Naturalmente, dopo anni di vagabondaggi, decise che era giunta l’ ora, non di mettere radici , ma almeno di farsi una casa. Davanti alla « lapide della natura stanziale » - tipicamente occidentale -, Chatwin pesa i pro e contro prima di decidere che tra un alloggio imbiancato di un cottage in campagna, o di una garconniere sulla Rive Gauche, è meglio una casa a Londra ( a 100 metri dalla National Library http://www.bl.uk/aboutus/index.html) , dal soffitto alto. Perché, dopotutto Londra è : « un posto come un altro per appendere il cappello ». Per fortuna, anche se non riesco ancora ad immaginarmi l'attaccapanni. Resta il fatto che sono miracolosamente scampata dai mutui a tassi agevolati, dai badge con la fotografia del contrario di me stessa, dalle lettere di accompagnamento con gli allegati. Brucio nel vento, irrequietezza, quando il sole frammenta le porte della conoscenza. Anche a Rahimyar Khan, in Pakistan siamo benvenuti.
Quando le utopie cominciano a scivolare sul tuo corpo come gocce di sudore, capisci che qualcosa è cambiato. Per sempre. Ti alzi alla mattina per andare verso un regno dove : « buon giorno vuol dire veramente buongiorno » - come scriveva Cesare Zavattini - e i passi cominciano ad avere una sagoma sull'asfalto. Non sono più futili gradini legati alle fortune altrui, ma sono piccole lanterne che volano verso il cielo. Scompaiono le centinaia di pallottole incartate dalla scrivania e inizi a scoprire che il foglio prende forma, le lettere corrono una maratona con il cuore, e in un attimo - che dura un'eternità -, ti guardi alle spalle.
Per toglierti un sassolino dalla scarpa e sapere che: nel 1974, Jacques Brel aveva mollato il lavoro, la ricchezza, la moglie, le figlie, l'imborghesimento per iniziare a vagabondare per cielo e per mare. Ha così accarezzato l'Europa come un novello Saint-Exupéry (http://www.antoinedesaintexupery.com) e con il suo veliero Askoy, è partito per un giro del mondo che si è fermato a metà strada, in Polinesia. Guarda caso ad Atuona, un villaggio di Hiva Oa, un' isola dell'arcipelago delle Marchesi (http://www.lisolaweb.com/it/a/il-postino-delle-isole) , dove si era esiliato anche Paul Gauguin. La valigia è pronta e se fossi un uomo avrei sicuramente la barba (incolta).
RIO DE JANEIRO - Ana Cristina Cesar ha vissuto più di una volta, ha viaggiato il mondo, ha studiato letteratura, cinema, poesia e ha pubblicato in edizioni indipendenti.Gui ha studiato nella sua facoltà la PUC ( http://www.puc-rio.br/)- Pontifícia Universidade Católica do Rio de Janeiro (PUC) . L'ha immaginata in mezzo al bosco a scriver le sue poesie.
Ho un foglio bianco
pulito e in attesa di me:
invito muto
Ho un letto bianco
e pulito e in attesa di me:
muto invito
Ho una vita bianco
e pulita in attesa di me.
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Tu vuoi il sonno: spógliati dei rumori, e
dei resti del giorno, lévati dalla bocca
il traffico e il pugnale, ombre delle
tue grida, e vestiti, pianti, corde e
anche i volti che appaiono al
tuo sonoro modo di dare, e gli altri corpi
che si stendono e si calpestano, e le mosche
che volano sul cadavere di tuo padre, e il dolore (non sentire)
che si prepara a carpire la tua veglia, e i canti che
dimenticarono le tue braccia e i tanti movimenti
che perdono i tuoi silenzi, e i venti alti
che non dormono, che ti guardano dalla finestra
e dalla tua porta penetrano come pazzi
poiché niente ti abbandona né tu al sonno
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L’originale in Portoghese:
TU QUERES SONO
Ana Cristina Cesar
Tu queres sono: despe-te dos ruídos, e
dos restos do dia, tira da tua boca
o punhal e o trânsito, sombras de
teus gritos, e roupas, choros, cordas e
também as faces que assomam sobre a
tua sonora forma de dar, e os outros corpos
que se deitam e se pisam, e as moscas
que sobrevoam o cadáver do teu pai, e a dor (não ouças)
que se prepara para carpir tua vigília, e os cantos que
esqueceram teus braços e tantos movimentos
que perdem teus silêncios, o os ventos altos
que não dormem, que te olham da janela
e em tua porta penetram como loucos
pois nada te abandona nem tu ao sono.
Gui, molto presto, ci vedremo alla Livraria Travessa do Ouvidor a Rio.
MASO CORTO (Bolzano) – Con 6 ori, 10 argenti, 9 bronzi alle Olimpiadi e 8 ori, 2 argenti e 2 bronzi agli Europei, è entrata dritta nell'olimpo degli immortali. Lei è Josefa Idem (http://www.josefaidem.info/), la prima ed unica donna nella storia della canoa italiana ad aver collezionato una pioggia di medaglie senza precedenti. La quarantatrenne campionessa di canottaggio parteciperà alla sua settima olimpiade, quella asiatica. Meglio di lei nei guinness dei primati per i gettoni delle presenze ci sono solo Piero e Raimondo d'Inzeo, arrivati a quota otto tra il 1948 (Londra) e il 1976 (Montreal) nell'equitazione.Venticinque anni di storia, una specie di pontificato sportivo.
LIGNANO SABBIADORO (Udine) - La valigia per Pechino è quasi pronta. Valentina Vezzali (www.valentinavezzali.com) proverà ad entrare definitivamente nella leggenda della scherma italiana. Roba da brividi, per una trentaquattrenne che si sta preparando meticolosamente nella sede del ritiro federale di Lignano Sabbiadoro, dove è nata la celebre canzone di Fred Bongusto Una rotonda sul mare che ha fatto ballare quattro generazioni, esattamente come i quattro ori olimpici (due individuali e due a squadre), dieci ori mondiali (cinque e cinque), cinque ori europei (tre individuali e due a squadre) che la fiorettista jesina si è messa in tasca.
FORMIA (Latina) - La sua asta di 3 kg è personalizzata e ha una giraffa stilizzata, che guarda il cielo, ogni mattina al Centro di preparazione olimpica di Formia la scuola nazionale di atletica leggera ideata da Bruno Zauli nel 1955, in cui si allena da dodici anni Giuseppe Gibilisco. È in quest'oasi di sport dove si respira un microclima congeniale per la preparazione atletica, che il campione siracusano allenato da Vitaly Petrov, ex mister della leggenda Sergej Bubka, sta perfezionando gli ultimi dettagli prima della partenza per le Olimpiadi di Pechino.
«Ciò che la fotografia riproduce all'infinito ha avuto luogo una sola volta.» Roland Barthes
«La mia unica ambizione è quella di non essere nessuno, mi sembra la soluzione più sensata.» Charles Bukowski