Prenderò una tenda con i sogni, la pioggia e camminerò.Lascierò a casa le scarpe e avrò lo zaino di sempre, una t-shirt blu petrolio, una sciarpa indiana, capelli al vento con le doppie punte, lunghi e baciati dal sole. Dormirò sui marciapiedi, sotto gli alberi - cascate di glicini, distese di fiori di pesco,cedri e ulivi - fuori e dentro un sacco a pelo. Con un iphod e le song di sempre, una moleskine, una matita spuntata, una macchina fotografica, un cavalletto portato in spalla come un sax, una telecamera; sotto le stelle, sotto il cielo che mille volte ho disegnato con gli acquarelli. Poi lascierò a casa il cellulare e se avrò dei figli al seguito li porterò su un carretto con una gallina al guinzaglio - o libera -. Non mancherà il "Patang" - l' aquilone di carta indiano -, una bottiglia di vino rosso ( amarone) per celebrare versi e poeti, il wiskey( ballantine's) per bere dal tappo e non dal bicchiere, omaggiando la vita, l'amore, quel che resta, quel che sono/siamo e quel che sono/saremo. E non mancherà un vasetto di basilico da coltivare selvaggiamente senza balconi e finestre, senza luci e ombre, finalmente sotto il sole. Ci sarà anche una bussola per perdersi, una piccola pianola per ricordarsi di un pianoforte steinway a coda nero lucido che tanto non potrò/potremo mai avere. E se anche fosse, qual'è il problema? Ci sono cose che devono essere ossequiate per essere sognate ad occhi aperti, chiusi. Con la luna, senza e infuocata. Di sicurò pioverà a dirotto e non avrò l'ombrello; scriverò (scriveremo?) sulle mani e i piedi, camminerò (cammineremo?) nel fango,misurerò(misureremo?) la profondità delle pozzanghere,nuoterò (nuoteremo?) come rane nello stagno, tornerò (torneremo?) a galla sporchi e sudati, per poi rotolare nell'erba e ripartire. Guarderò (guarderemo?) la mappa. E i fari?Non mancheranno, perchè un giorno dovranno essere costruiti al promontorio dell'anima o davanti alla sabbia bianchissima, dove il sale è fatto per stare sulla pelle e non altrove. Conosco persone altruiste che comprano la felicità per poi rinnegarla nell'avidità dei sogni. Diffidate di loro e scusate se ho messo troppe virgole. Non me ne importa. Forse qui sono come la cannella e i papaveri. Almeno qui.