mercoledì 13 gennaio 2010

Citofonare Herzog


Non ho ancora il maglioncino di cashmere - o kashmir - per esprimere la libertà che vorrei.Mi verrebbe da dire che certe tentazioni sono come i richiami dell'orso: non è che le camicie maschili indossate da donne valgono il prezzo di una femminilità che si rifugia in un'isola? Credevo che il buon Werner fosse avulso da leggerezze e voglie di evasioni, invece ho scoperto che è un inno alla vita; altro che copioni e mondi lontani: sono molto più attaccati alla realtà di quanto si crede. E' un pò come sedersi vicino ad un termosifone spento mentre un cane abbaia, per rendersi conto che dopo qualche giorno di fuliggine è cosa sacrosanta andare in uno Sheraton a bere un po’ di wiskey. Chiedo venia: ma come si fa a pensare di fare una frittata senza rompere le uova? Nel frattempo i cani possono continuare ad abbaiare con le stufe spente. Lasciando i tuorli a chi sbatte le uova e i cani infreddoliti, consiglio a chi è in tentazione,di grattare via anche quello che prude. Non si sa mai. Se non altro sarà più facile riuscire a immaginare un vecchio colonnello seduto vicino a un camino, intento a raccontare una storia, mentre non si rende conto che la sua gamba di legno prende fuoco. Caro Werner, è davanti a questa fantasia che crollano TUTTE le mie difese, se ancora ne ho. Di sicuro ho perso il conto di ciò che mi lascia indifferente. Diffidate delle persone che si credono intensamente impegnate a riflettere, sono quelle che non muoveranno mai una foglia.




venerdì 8 gennaio 2010

«Faccio parte della Nouvelle povertà, una condizione per cui non puoi decidere nulla»

Otto case in dieci anni: l'epopea di Hilary

Americana e milanese d'adozione, ha scritto un libro per raccontare le sue disavventure. Ma c'è anche il lieto fine

MILANO - «"Case altrui" (Cairo Editore) è il nome del mio romanzo di esordio e ora mi trovo a cercarla davvero. Sono un'americana che vive a Milano da 10 anni. Piuttosto di un monolocale, mi piacerebbe trovare una bella "vera" casa con un po' di spazi propri insieme a una persona ordinata ma non fanatica, aperta ma non invadente. Lavoro in centro ed è la mia abitudine a girare in bici/piedi (se non piove). Mi piacciono i quartieri che hanno il sapore di quartiere e dove c'è un po' di movimento. Non mi piace la movida. Nonostante tutte queste pretese, non sono una persona difficile. Giuro. Avrà un lieto fine questa storia? Milano è una città difficile, ma accadono a volte dei piccoli miracoli. Contattatemi».

http://www.corriere.it/cronache/10_gennaio_07/hilary-walker-americana-casa-milano-craighero_3835e52e-fbc5-11de-a955-00144f02aabe.shtml?fr=correlati

Se l'over 35 cerca casa in condivisione

In 10 anni gli affitti sono cresciuti del 150% in Italia e del 165% nelle grandi città

Se l'over 35 cerca casa in condivisione

Domanda e offerta si incontrano spesso su internet, ma resta una casella vuota per chi non è più uno studente

MILANO - «Vendesi, nemmeno un buco per affittasi… Mi vien da piangere. Vendesi un sogno in fondo tanto semplice… Mi spiace tanto amore senza casa». Era una vecchia canzone di trent’anni fa che cantava Lucio Battisti, quando il monolocale era ancora accessibile a tutti.

http://www.corriere.it/cronache/10_gennaio_07/condivisione-appartamenti-caro-mutui-craighero_37f7bfde-fbc4-11de-a955-00144f02aabe.shtml

domenica 27 dicembre 2009

Un'altra musica

La liuteria è un'arte italiana, nata dall'abilità di personaggi come Antonio Stradivari. Sulle rive del Po si contano ben 145 liutai.

Tutto era iniziato il 19 ottobre del 1970, quando Walter Stauffer ha costituito la fondazione denominata Centro di Musicologia, che avrebbe assunto in seguito il suo nome. Walter Stauffer non era un uomo di cultura: classe 1887, era nato a Sesto Cremonese nei pressi di Cremona da una famiglia di industriali svizzeri del formaggio, e per tutta la sua lunga vita dedicò ogni energia alla crescita e allo sviluppo dell’azienda familiare.

Con un chiodo fisso: acquistare un prestigioso immobile nel centro di Cremona, per istituire la Scuola Internazionale di Liuteria (ora Facoltà di Musicologia), prima di morire a Berna, città alla quale era molto legato, il 26 febbraio del 1974.

http://www.swissinfo.ch/ita/index/Viaggio_alla_scoperta_dei_liutai_svizzeri_a_Cremona.html?cid=7883900

venerdì 18 dicembre 2009

Consonanze visive


















Consonanze visive 2009 Copyright © Ambra Craighero

martedì 15 dicembre 2009

Le mie galassie

La solitudine non è assenza di energia o di azione, (...) piuttosto un dono di provviste selvagge trasmesse dall’anima. Non ho un corteo di ricordi e non voglio soggiacere alla memoria; ho cercato di addomesticare la mia vita, un pò come un maggiordomo con la sua casa. Non sempre ci sono riuscita, ma ho imparato a non lamentarmi. Mi sono sempre tenuta alla larga dalla Miseria, non perchè non l'abbia provata sulla mia pelle, anzi. Questo è capitato molte volte e in svariate circostanze, ma con la Miseria non ho nulla a che fare, soprattutto con quella mentale che non riconosce la Verità e la Grandezza.Provo una grande compassione per la sua viltà - della miseria -, per quel degradare l'anima in un sacchetto di cellophane, mentre la Verità si allontana sempre più. Non ho tempo da perdere dietro ai toni grigi, alle strade già viste, alle albe già vissute e inconciliabili, alle abitudiuini, al pensiero come fallimento e non come riflessione.



venerdì 11 dicembre 2009

Bruno Ritter e le voci della montagna

Bruno Ritter è noto come pittore «beat» della montagna. Vive in Val Bregaglia, al confine tra la Svizzera e l'Italia. Lo abbiamo incontrato a Milano, durante il vernissage della sua mostra «Voci della montagna».

Bruno Ritter non poteva certo sapere che nel 1951, Julian Beck a Brodway aveva appena fondato, dopo molte difficoltà, il Living Theatre; che Marguerite Yourcenar stava per consegnare al suo editore francese dopo aver pronunciato « La libertà basta volerla » il suo grande capolavoro "Memorie di Adriano"; che sotto le luci di New York, Elia Kazan stava per salire sul "Tram che si chiama desiderio" e che il pittore Enrico Baj sotto le colonne dell'Accademia di Brera, stava per lanciare il Movimento nucleare pittorico. Semplicemente perché era appena nato, sotto la stella dell'arte.

http://www.swissinfo.ch/ita/index/Bruno_Ritter_e_le_voci_della_montagna.html?cid=7875352