martedì 15 marzo 2011

Il mio monson wedding

JAIPUR (INDIA) - Tra poche settimane l'Europa seguirà in diretta il matrimonio del decennio, quello tra il principe William e la fidanzata Kate, un evento rosa che si annuncia sfarzoso almeno come quello che venne celebrato tra i genitori dello sposo, il principe Carlo e Lady Diana. Tavole imbandite, protocollo regale e centinaia di invitati. Ma a migliaia di km di distanza, nel cuore dell'India, a Jaipur, non c'è bisogno di avere a che fare con due principi per assistere a delle nozze da mille e una notte. Qui, nel cuore del Rajasthan, nella «città rosa» famosa per il colore predominante delle sue abitazioni, si è celebrato un matrimonio da 140 mila euro.


http://www.corriere.it/esteri/11_marzo_05/nozze-india-ambra-craighero_8247a570-476a-11e0-b6b9-265b0f3bef10.shtml

http://www.corriere.it/gallery/esteri/03-2011/matrimonio/1/matrimonio-indiano_77a84e8c-4768-11e0-b6b9-265b0f3bef10.shtml

lunedì 28 febbraio 2011

Come si cambia: ecco gli immigrati sindacali

MILANO - Hanno superato il milione, secondo i dati forniti dalle confederazioni dei lavoratori, gli immigrati in possesso di una tessera sindacale ad inizio 2010. Un cambiamento sociale che rivela una nuova figura sindacale che si sta imponendo: quella extracomunitaria. Un nuovo assetto che disegna un organico (soprattutto tra la Lombardia e l' Emilia Romagna) con un plotone di circa mille delegati aziendali e 150 sindacalisti-operatori. «Nella Cgil - dice Giorgio Roversi, responsabile immigrazione Cgil Lombardia - è in atto un processo di trasformazione e per capire il fenomeno è sufficiente confrontare il tesseramento degli iscritti immigrati: nel 2009-2010 sono aumentati del 13.69%, con picchi per le categorie come la Fiom del 10.74% o la Fillea (edili) 37.25%. Da qui il naturale approdo nei comitati direttivi regionali».

http://archiviostorico.corriere.it/2011/febbraio/27/extracomunitario_diventa_anche_sindacalista_co_7_110227046.shtml

Alex Bellini video Gq.com

Forrest Gump? E' italiano, anzi: italianissimo. Alex Bellini, 32 anni, abituato alle sfide estreme (ha attraversato l'Oceano Pacifico a remi!), inizierà il 19 giugno la Forrest Gump Race, una corsa da costa a costa, negli Stati Uniti. Oltre 5mila km, da compiere in 70 giorni, con una media mostruosa di 74 chilometri al giorno.L'abbiamo seguito durante gli allenamenti, e ci siamo fatti spiegare uno dei suoi segreti: l'ipnosi...

martedì 22 febbraio 2011

La terza vita




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lunedì 21 febbraio 2011

Simone Moro e quelle mail dagli 8000

PONTERANICA (BERGAMO) - Ci sono ancora tutte valige la disfare. Da pochi giorni Simone Moro è rientrato in Italia, nel suo rifugio bergamasco affacciato sulle Prealpi Orobie, a Ponteranica, a pochi chilometri da Bergamo, dove è nato. Un ritorno il suo memorabile, dopo aver scritto una pagina indelebile dell'alpinismo estremo. L'atleta bergamasco è reduce dalla prima salita invernale riuscita su uno dei cinque Ottomila pakistani, il leggendario Gasherbrum 2 (8035 m) nel Karakorum, laddove gli scalatori da tutto il mondo, da venticinque anni e in inverno, non sono mai riusciti ad arrivare.

http://www.corriere.it/sport/11_febbraio_21/simone-moro-alpinista-ambra-craighero_597844e2-3d92-11e0-8c41-24e78bec137b.shtml

http://www.corriere.it/gallery/sport/02-2011/moro/1/simone-moro-re-ottomila_105149a2-3d93-11e0-8c41-24e78bec137b.shtml#1

domenica 30 gennaio 2011

Doganieri,incenso e neve: l'est




Ci sono foreste infinite, stelle,lumini, candele accese, nei villaggi che abitano le periferie europee. Icone della penombra nascoste nel sottosbosco dell'incenso e carrozze che sono diventate souvenir per i turisti. Eppure ho preso un treno di quelli che si fermano nel nulla in mezzo alla steppa e alla neve. Dai finestrini un manto bianco di tutto: nebbia,nevischio,ghiaccio,rugiada e quel profumo di betulla con la corteccia bianca che resiste indomito vicino a mulattiere e pastori. Qui, quando c'è la luna, è sempre al neon: un faro nel cielo per popoli dimenticati che spesso la storia li ha resi più timorati di Dio.

Adoro tutte le forme della povertà nella loro grandezza: cariatidi che sono lunghe e indefinite come le colline polacche,mondi vicini e sconosciuti che vanno annusati e minuziosamente penetrati sebbene per arrivare qui ci sono ancora le frontiere e per chi le attraversa non è solo un passaggio fisico,ma anche un'emozione da batticuore: dentro o fuori. Una linea ideale, una linea che ricorda il gesso sulle lavagne. Ho preso autobus e tram, mi sono lasciata guidare dal fiuto e non ho potuto annotare sul mio taccuino gli obsoleti - e scoloriti - sacchetti di plastica delle vecchie signore con il viso scolpito dal freddo; i doganieri che ovunque li incontri, portano sospetti alla polizia, con quella mercanzia ritrovata nelle case senza nome della rivolta contro il regime. Ma quando sei oltre, il tuo diventa un viaggio che va sempre oltre tempo. Vorrei visitare anche l'ucraina e quel che resta dell'Europa orientale, che è l'ultima fotografia in bianco e nero del mondo di ieri che ancora non paga il conto con il capitalismo e la globalizzazione. Vorrei poter dire un giorno :"ho attraversato a piedi i confini dell'Est per vivere le ultime preghiere e ore di un serbatoio culturale capace di rompere ogni confine - e lingua -, nella ricerca di un'estasi. Un'estasi qualunque".

Cracovia,
scritti di un'errante che ha nello zaino le havaianas e l'amore


giovedì 20 gennaio 2011

I tre milanesi (rifiutati in Italia) che hanno sfondato nella Silicon Valley





MILANO - Sono cresciuti a pane e tecnologia, avendo come modello le storie di successo del fondatore di Microsoft, Bill Gates, e quella vissuta vent'anni più tardi da Mark Zuckerberg, l'ideatore di Facebook. Anche loro avevano il pallino dell'informatica. E anche loro alla fine il loro progetto l'hanno realizzato in California, in quella Silicon Valley che negli ultimi decenni è stata la culla dell'innovazione. Augusto Marietti, Marco Palladino e Michele Zonca, rispettivamente 22, 21 e 28 anni, sono però italianissimi. E in Italia avevano anche provato a coniugare business e nuove tecnologie. Con un progetto valido in testa e tanta voglia di fare, hanno atteso per mesi una risposta che non è mai arrivata, bussando a centinaia di porte e confidando in venture capital che non erano pronti al rischio. Così hanno deciso di buttare lo sguardo oltre oceano. E sotto il sole californiano qualcuno li ha notati.

http://www.corriere.it/cronache/11_gennaio_20/tre-milanesi-rifiutati-in-Italia-che-hanno-sfondato-nella-Silicon-Valley_1ef7b94c-246f-11e0-8269-00144f02aabc.shtml