venerdì 16 aprile 2010

Amatemi





L'attesa è stata lunga, ma il film scritto da Renato De Maria è audace. Finalmente, quando un film si solleva dalla banalità. Certo è che la protagonista Isabella Ferrari s'avvantaggia di uno sguardo (del regista-marito De Maria) incondizionatamente innamorato. E trova, nella sua maturità, una forma fisica e artistica che fa pensare a certe magiche performance del passato: Julie Christie di Billy il bugiardo, Jane Fonda di Una squillo per l'ispettore Klute. E tra bicchieri di vino bianco, piatti rotti, spiagge desolate, autoreggenti , brandelli e lacrime, appare l'uomo del destino: colui che ha una chiave come la sua. Identica.


"Le donne amano essere rapite, vogliono qualcuno che porti via il loro cervello" Nella "Lupa" c' e' erotismo metropolitano.Ho voglia di rischiare. Non sono saggia sono vecchia, ma capace di passioni.

Ornella Vanoni

giovedì 8 aprile 2010

L'arte di cercare il gusto degli altri

Chandra Kurt è un’autrice di libri sul vino che gira il mondo tra vigneti, cantine e colline, alla ricerca dei sapori più intensi e genuini. Swissinfo.ch l'ha incontrata nella sua casa di Zurigo.

Per amare il nettare degli dei fin da bambini, bisogna saper distinguere l'odore dell'erba, della pietra calda, del legno bagnato e dell'acqua. Tale sensibilità è il seme per arrivare a cogliere le differenze, riconoscendo il gusto degli altri.

Differenze che fin da piccola hanno segnato la vita di Chandra Kurt, wine writer itinerante, che ha acceso le sue fantasie nella casa paterna di Berna, dopo esser nata a Colombo nello Sri Lanka nel 1968.

Non poteva essere diversamente: il papà era uno studioso e addestratore di elefanti in India, la mamma di origini italiane; i nonni di Reggio Emilia le hanno insegnato che cosa è l'etimologia del Lambrusco.

http://www.swissinfo.ch/ita/societa/Chandra_Kurt,_una_vita_alla_ricerca_del_gusto.html?cid=8501434

mercoledì 7 aprile 2010

In cerca della verità

Mi piacerebbe che la verità assomigliasse alla Fenice, - nota anche con l'epiteto di Araba Fenice - . Sto parlando di un uccello mitologico noto per il fatto di rinascere dalle proprie ceneri dopo la morte. Non so se davanti alla mia porta arriverà una paloma o un'aquila reale dal collo d'oro. Forse ho visto aquile reali per rondini, sognando gabbiani liberi. Ma se anche fosse, preferisco le lanterne alle lucciole o entrambi ( insieme) in una notte infuocata. Se poi,veder lucciole per lanterne fa parte della vita, pazienza: sono abbonata. Così, sono tornata a casa dopo una lunga corsa contro il cielo e il vento e ho fatto una ciambella allo yogurt con gocce di cioccolato fondente: Caetano Veloso a tutto volume, finestre spalancate e un incontro meraviglioso. Per la prima volta qualcuno mi ha chiamato Ambra Wild.

Mi sono vista in cammino verso l'eternità: la via dell'Ambra, 418 km nei Paesi Baltici che prima o poi farò a piedi.


Avviso:

Non cerco consensi. Sono me stessa con grande fatica, anche quando faccio schifo. Ho bisogno di amarmi e schifarmi senza un prezzo. Per continuare ad essere una resina (con la proprietà di elettrizzarsi).

dedicato a Cristina Gatta, la mia gatta sul tetto che scotta e intuisce ogni mio sussulto


martedì 30 marzo 2010

E sottolineo se, " E se domani"



Io vivo sospesa nel : "e sottolineo se". Cercatemi solo lì.

lunedì 29 marzo 2010

Mi va di cantare...

Che la televisione diventi un magnifico sarcofago di se stessa: un contenitore di storia e nulla più.


giovedì 25 marzo 2010

Noi all'estero con il coworking

Fabio Don Canciani, designer

Lavoro live - Glamour
testi e fotografie Ambra Craighero

Anche lui è giovanissimo, anche lui è creativo, ha studiato Architettura. È Fabio Canciani, 28 anni, di Udine: arrivato qui con una borsa di studio universitaria è rimasto al Politecnico Federale ETH di Zurigo, come ricercatore. «Ma resto in Università solo due giorni la settimana.Per il resto, avevo voglia di condividere uno spazio informale,di uscire dall’ambiente universitarioe dall’idea delle quattro mura chiuse.Così ho affittato lo spazio al Citizen di Zurigo per i restanti tre giorni, al costo di 200 euro al mese. Mi è subito piaciuta l’atmosfera del cowo: si parlano almeno tre lingue tutti i giorni,non ci sono gerarchie e tra noi nomadi non c’è tanta paura di condividere i progetti: qui c’è chi passa anche solo per 48 ore e ti dà il suo contributo.Insomma,il lavoro nei cowo sta diventando uno stile di vita. Io mi sono già riservato uno spazio in un ufficio in condivisione al Cairo, dove sempre con l’università farò uno studio sulle “città informali e le città satellite nel deserto”. Per poi approdare alcowo diStoccolma, dove seguirò dal vivo un progetto sulle città creative (http://creativecities.britishcouncil.org).

http://docs.google.com/viewer?a=v&pid=gmail&attid=0.1&thid=1272929b7de6c70f&mt=application%2Fpdf&url=http%3A%2F%2Fmail.google.com%2Fmail%2F%3Fui%3D2%26ik%3D5a486852de%26view%3Datt%26th%3D1272929b7de6c70f%26attid%3D0.1%26disp%3Dattd%26realattid%3Df_g6dja72c0%26zw&sig=AHIEtbRQ7A4JP7zMFs4ryB0CbwUWcphYUg



martedì 23 marzo 2010

Fitzcarraldo




L’odore del sogno dei cani, quel bianco di lino che parte dai piedi e arriva fino alla testa insieme al fango, neanche fosse Gran Marnier. Non ho più dubbi: l'amore è custodito nei fondali dei fiumi;in quelle onde voluttuose di Herzog, in quelle arie di Caruso, con in tasca quel sogno impossibile di amalgamare istinto e ragione. Fitz non è lontano come possono essere lontani gli anni 80, è lontano tutto ciò che è qui, davanti a me, adesso. Solo Herzog poteva sdoganare nell’acqua torbida, le figure grottesche dell’immaginario germanico, ambientando a Manaus, - con quel magistrale e seducente Klaus, brutto da morire e bello da vivere -, l'impossibilità che un tedesco possa attraversare gli inferni sulla terra regnanti dal caos (terreno) e dal disordine (mentale). Per non parlare di Kinski con il grammofono come polena con il quale fende l’aria e il Rio delle Amazzoni in un colpo solo. Se mi chiedete cos'è l'amore? E' questo film: un inno bianco e assoluto come lo intendo io.