MILANO – Sono giorni caldi per gli insegnanti, ma ancor più bollenti per gli aspiranti supplenti, dopo la kermesse delle nomine di fine agosto. In pentola, esplicate le nomine dei vari provveditorati, bollono le chiamate dirette delle scuole, per qualsiasi tipo di supplenza: da un anno, a qualche mese, a qualche settimana. Per molti, l'obiettivo è soprattutto accumulare punti, quelli necessari per scalare le graduatorie che consentano, negli anni a venire, di puntare su una cattedra annuale. Una missione da compiere a tutti i costi, anche spostandosi di mille chilometri da casa.
Ti vedo, sempre. A piedi nudi e con le superga bianche. Sei ancora su quel bus mentre andavi a scuola e giocavi con il fango? Ops, peccato che all'improvviso la luna si è sbriciolata sul mio letto. È notte. Fonda.
Dal treno - Più volte ho pensato di non essere una sola persona. Mi sono rivista in molte altre. In angoli remoti e apparentemente insignificanti. Mi accompagna, nei miei spostamenti, una frase di Ugo Tognazzi che pochi conoscono: "L'ottimista è un uomo che, senza una lira in tasca, ordina delle ostriche nella speranza di poterle pagare con la perla trovata". Cin cin Ugo.
Ugo Tognazzi alla Croisette, Festival di Cannes 1966
L’ Alienato, il nevrotico, il depresso, l'immagine che traccia Nick Hornby del tifoso di calcio non è certo delle più confortanti. L’ uomo è l'eterno bambino e il calcio agisce su di lui come «grande ritardante». Il tifoso è un vero monomaniaco, che sogna e consuma onlyfootball. La sua sconsiderata devozione, la sua pretesa di mettere la squadra sopra ogni cosa (a tal punto che «il calendario delle partite ha sempre l'ultima parola su qualsiasi progetto»),deve inevitabilmente scendere a compromessi con le esigenze del mondo reale, e in generale con ogni tentativo di mantenere rapporti sociali. Non c’è molto da aggiungere.
Bisognerebbe avere questa grazia. E, un disincanto assoluto verso il mondo, che inghiottisce quasi ogni evasione. Non ci sono compromessi. Solo quelli per vivere. Anche, in qualche modo. Ma con le differenze. Differenze, che ti cambiano la percezione della vita. Come Ugo Mulas, che dopo il Liceo Classico frequentato a Desenzano del Garda si trasferì a Milano. (http://www.ugomulas.org)
«Non sono stato neanche un dilettante fotografo: la prima foto che ho fatta, l’ho subito venduta. Ero uno studente, bivaccavo quasi sempre in quella specie di caffè che era allora il Jamaica, una latteria dove si riunivano dei pittori. Qualcuno m’ha prestato una vecchia macchina e mi ha detto: - Un centesimo e undici al sole, un venticinquesimo cinque- sei all’ombra - E io, con un’enorme diffidenza, ho preso in mano questa macchina. »
«Ciò che la fotografia riproduce all'infinito ha avuto luogo una sola volta.» Roland Barthes
«La mia unica ambizione è quella di non essere nessuno, mi sembra la soluzione più sensata.» Charles Bukowski