lunedì 15 settembre 2008

Guilherme Aquino

VENEZIA - Un giorno. Per caso. Guilherme. Cosa ci facevi lì?

http://www.swissinfo.org/ita/multimedia/video/detail.html?siteSect=15045&sid=9732391

lunedì 8 settembre 2008

Supplica a mia madre




Appunti di viaggio, mai dimenticati:

Supplica a mia madre

E' difficile dire con parole di figlio
ciò a cui nel cuore ben poco assomiglio.

Tu sei la sola al mondo che sa, del mio cuore,
ciò che è stato sempre, prima d'ogni altro amore.

Per questo devo dirti ciò ch'è orrendo conoscere:
è dentro la tua grazia che nasce la mia angoscia.

Sei insostituibile. Per questo è dannata
alla solitudine la vita che mi hai data.

E non voglio esser solo. Ho un'infinita fame
d'amore, dell'amore di corpi senza anima.

Perché l'anima è in te, sei tu, ma tu
sei mia madre e il tuo amore è la mia schiavitù:

ho passato l'infanzia schiavo di questo senso
alto, irrimediabile, di un impegno immenso.

Era l'unico modo per sentire la vita,
l'unica tinta, l'unica forma: ora è finita.

Sopravviviamo: ed è la confusione
di una vita rinata fuori dalla ragione.

Ti supplico, ah, ti supplico: non voler morire.
Sono qui, solo, con te, in un futuro aprile…

Pier Paolo Pasolini


venerdì 5 settembre 2008

Saper preservare

Jaisalmer Copyright 2007 © Ambra Craighero


Ti vedo, sempre. A piedi nudi e con le superga bianche. Sei ancora su quel bus mentre andavi a scuola e giocavi con il fango? Ops, peccato che all'improvviso la luna si è sbriciolata sul mio letto. È notte. Fonda.





giovedì 4 settembre 2008

Sono in viaggio, da me stessa

Warszawa Copyright 2006 © Ambra Craighero

Dal treno - Più volte ho pensato di non essere una sola persona. Mi sono rivista in molte altre. In angoli remoti e apparentemente insignificanti. Mi accompagna, nei miei spostamenti, una frase di Ugo Tognazzi che pochi conoscono: "L'ottimista è un uomo che, senza una lira in tasca, ordina delle ostriche nella speranza di poterle pagare con la perla trovata". Cin cin Ugo.



Ugo Tognazzi alla Croisette, Festival di Cannes 1966





mercoledì 3 settembre 2008

Obsession football

Milano, finale Champion League 2007 Copyright © Ambra Craighero


Milano, finale Champion League 2007 Copyright © Ambra Craighero




Milano, finale Champion League 2007 Copyright © Ambra Craighero



Milano, finale Champion League 2007 Copyright © Ambra Craighero

L’ Alienato, il nevrotico, il depresso, l'immagine che traccia Nick Hornby del tifoso di calcio non è certo delle più confortanti. L’ uomo è l'eterno bambino e il calcio agisce su di lui come «grande ritardante». Il tifoso è un vero monomaniaco, che sogna e consuma only football. La sua sconsiderata devozione, la sua pretesa di mettere la squadra sopra ogni cosa (a tal punto che «il calendario delle partite ha sempre l'ultima parola su qualsiasi progetto»), deve inevitabilmente scendere a compromessi con le esigenze del mondo reale, e in generale con ogni tentativo di mantenere rapporti sociali. Non c’è molto da aggiungere.


Ugo Mulas e una latteria dove si riunivano i pittori

Alberto Giacometti photo by Ugo Mulas




Pier Paolo Pasolini by Ugo Mulas



Bisognerebbe avere questa grazia. E, un disincanto assoluto verso il mondo, che inghiottisce quasi ogni evasione. Non ci sono compromessi. Solo quelli per vivere. Anche, in qualche modo. Ma con le differenze. Differenze, che ti cambiano la percezione della vita. Come Ugo Mulas, che dopo il Liceo Classico frequentato a Desenzano del Garda si trasferì a Milano. (http://www.ugomulas.org)

« Non sono stato neanche un dilettante fotografo: la prima foto che ho fatta, l’ho subito venduta. Ero uno studente, bivaccavo quasi sempre in quella specie di caffè che era allora il Jamaica, una latteria dove si riunivano dei pittori. Qualcuno m’ha prestato una vecchia macchina e mi ha detto: - Un centesimo e undici al sole, un venticinquesimo cinque- sei all’ombra - E io, con un’enorme diffidenza, ho preso in mano questa macchina. »



giovedì 28 agosto 2008

Shoes Stefania, Ambra,Silvia

Volser Weiher - Agosto 2008


“Scoprii che l’ossessione che ogni cosa non fosse al suo posto, che ogni faccenda non fosse a suo tempo, che ogni parola fosse nel suo stile, non era il premio meritato di una mente in ordine, ma tutto il contrario: un intero sistema di simulazione inventato da me per nascondere il disordine della mia natura”.

Liberamente tratto da “ Memoria delle mie puttane tristi” di Gabriel Garcìa Marquez