venerdì 24 agosto 2012

Londres 2012: Em feito inédito, canoísta de 48 anos irá a 8ª Olimpíada


 Copyright 2012 © Ambra Craighero

Em seus dois primeiros Jogos Olímpicos, em Los Angeles e em Seul, a canoísta competiu pela Alemanha Ocidental, o seu país natal. De Barcelona em diante, Idem passou a remar pela Itália, ao obter a cidadania italiana ao se casar com o seu treinador, o fisioterapeuta italiano Guglielmo Guerrini.Em seus dois primeiros Jogos Olímpicos, em Los Angeles e em Seul, a canoísta competiu pela Alemanha Ocidental, o seu país natal. De Barcelona em diante, Idem passou a remar pela Itália, ao obter a cidadania italiana ao se casar com o seu treinador, o fisioterapeuta italiano Guglielmo Guerrini.

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domenica 5 febbraio 2012

I giornalisti dell stampa estera in italia orfani di Berlusconi

http://video.corriere.it/i-giornalisti-stampa-estera-italia-orfani-berlusconi/9011d2fe-3268-11e1-848c-416f55ac0aa7

Mario Botta e quel no a Bill Gates











Ambra Craighero per Wired


"Era il 5 luglio del 1989 quando ricevetti una lettera dal signor Bill Gates con la richiesta di una casa unifamiliare. Non potevo certo immaginarmi, a quel tempo, di avere a che fare con uno degli uomini che da lì a poco sarebbe diventato uno dei massimi geni del secolo per le sue idee applicate alla tecnologia". Sono le parole di Mario Botta, che siamo andati a incontrare al Mart, il Museo di arte contemporanea di Rovereto, uno dei suoi ultimi lavori e dei più noti. "E dire che avevo iniziato la mia carriera a metà degli anni Sessanta realizzando la prima casa unifamiliare a Stabio, nel Ticino. Non riuscivo a capire perché sarei dovuto andare fino a quella collina nei dintorni di Medina, vicino al Lago Washington, nei pressi di Seattle, per fare un’altra casa unifamiliare".

http://life.wired.it/news/designarchitettura/2012/01/14/mario-botta-e-quel-no-a-bill-gates.html

sabato 3 dicembre 2011

Un giardino per i talenti







Ambra Craighero per Wired.it



Sembra di essere catapultati in qualche scorcio di Berlino in miniatura: palazzi commerciali intervallati da giardini ben curati, dove si respira il vento di una tradizione imprenditoriale tra le più ricche d’Italia, e invece siamo a Brescia Due, il polo industriale che cerca di rinnovare e innovarsi. Ed è qui che Tag, l’acronimo di Talent Garden ha messo il primo seme. Si tratta di un giardino nato per far germogliare i talenti, che ha aperto i battenti proprio ieri sera, evolvendo il concetto americano di coworking in co-passion. “ Cerchiamo di individuare dei potenziali talenti – dice Maria Seccamani Mazzoli, presidente dell’Editoriale Bresciana – che possano estendere il nostro lavoro nella comunicazione e nell’informazione con passione”. Un tam tam per chi cerca di lanciarsi nel mondo del lavoro con le idee e l’ innovazione.

http://italianvalley.wired.it/news/2011/12/02/brescia-talent-garden-innovazione-65489.html#content

lunedì 21 novembre 2011

Mario Botta

L’uomo che ha ristrutturato la Scala di Milano e ha rifiutato di disegnare la casa di Bill Gates non si compra neppure i calzini da solo. Ce l’ha rivelato lui stesso, Mario Botta, nel corso di un’intervista esclusiva presso il Mart, Museo di arte moderna e contemporanea di Rovereto, una delle opere più celebri del grande architetto svizzero.

Ambra Craighero per GQ

lunedì 31 ottobre 2011

Ondra, l'Harry Potter delle pareti incanta anche l'Italia















Se per la terza volta Adam Ondra, il giovane talento della Repubblica Ceca ha ricevuto il SALEWA Rock Award 2011, ovvero l’Oscar dell’arrampicata assegnato all’atleta su roccia più rappresentativo della stagione, un motivo ci sarà. La motivazione dell’assegnazione al giovane atleta ceco data dalla giuria è stata: “Per il suo alzare continuamente il livello dell’arrampicata ispirando così i climber di tutto il mondo”. Noi siamo andati all'International Mountain Summit di Bressanone a incontrare ( e scoprire meglio) l'enfant prodige ceco che ha un po' l'aspetto di Harry Potter e che è soprannominato Wonder Ondra, per la straordinaria capacità di passare da un sasso all'altro come un ragno con un tocco di magnesite qua e là.

http://www.gazzetta.it/Sport_Vari/Altri_Sport/Altri/31-Ottobre-2011/ondra-harry-potter-pareti-803521261890.shtml

martedì 25 ottobre 2011

Andy e la nuova vita «fluorescente» Precario? Mi reinvento ogni giorno

MONZA - Lui è ancora quello del ciuffo giallo. Nei Bluvertigo suonava le tastiere, il sassofono, il sintetizzatore ed era la seconda voce di Morgan, nonchè il co- fondatore della storica band brianzola alla fine degli anni 90' che ha lasciato il segno con quello stile un po’ british basato sulla fusione tra il genere elettronico e il suonato, applicato a diversi generi musicali. Ancora oggi tutti lo chiamano «Andy dei Bluvertigo», ma Andrea Fumagalli, che è il suo nome di battesimo, la sua mitica band e Morgan li ha lasciati da un pezzo per dedicarsi a tutto tondo all’arte e alla sperimentazione, quella che da sempre intercorre tra la musica e le arti visive, scandagliando così i legami tra gli elementi sonori e le suggestioni della vista.

NUOVA STAGIONE - Una seconda vita riscritta con l’arte nelle sue diverse declinazioni: la musica, le installazioni, la pittura. Come atelier una ex fabbrica tessile dismessa di 240 metri alla periferia di Monza, dove la notte si traduce in «fluoressenza» e il giorno è dedicato alla produzione di quadri in acrilico fluorescenti che prendono vita in una dimensione «lunare, serale e artefatta» al neon blu. «Dopo la parentesi con i Bluvertigo - racconta Andy, che ci riceve in kimono - ho deciso di vivere in una dimensione da letargo creativo e ho cercato un capannone per rielaborare i miei ricordi, i favolosi anni 80', la pop art, il fumetto, la grafica,insomma tutte le mie passioni.Vivo una forma di precarietà consapevole e produttiva che traduco tutti i giorni in curiosità».

http://www.corriere.it/spettacoli/11_ottobre_25/andy-nuove-sperimentazioni_d29d7f66-fefa-11e0-b55a-a662e85c9dff.shtml

domenica 23 ottobre 2011

Il rifugio al neon di Andy




Ambra Craighero per Vanity Fair







Lui è «Andy dei Bluvertigo», alias Andrea Fumagalli, il camaleontico artista che dopo l'avventura musicale vissuta con Morgan e la band brianzola a fine anni 90' - nelle vesti di tastierista è vocalist - ha cambiato vita dedicandosi all'arte in tutte le sue forme.

Oggi l'ex tastierista dei Bluvertigo è un dj per la moda e soprattutto un pittore che si ispira agli anni Ottanta, quelli delle tinte forti, dei colori pop raccontati a colpi di acrilico con le icone della tv e dello star sistem (i manga giapponesi - come Lady Oscar, Pollon, L''incatevole Creamy -, la top model Linda Evangelista, Michael Jackson, Alex del film Arancia Meccanica ecc..).

«Mi piacciono i colori fluo che si accendono con il buio, come le idee nel cervello. Così la bordatura dei soggetti che danno l'idea della centratura e della rotondità. Adoro Andy Wahrol, Keith Haring, Brian Heno, David Bowie e tra gli architetti, Gaudì».

Un viaggio visionario tra art-design, atmosfere, performance, grafica e fumetto, insomma, un collage che proviene direttamente dal cassetto dei ricordi, rielaborati in salsa acida e new pop nel capannone industriale Fluon, nella periferia di Monza. «Vivo una dimensione totalmente creativa. Suono, dipingo, creo, cucino. Sono tutte esperienze totalizzanti che mi consentono di respirare con il metodo, la capacità di autocritica e il sogno di riuscire un giorno ad autoprodurmi. La sfida è reinventarsi ogni giorno».

E il calendario è ricco di eventi: dalle serate dj per le diverse maison (Diesel, Fiat, Coveri, Carlsberg e Redbull, solo per citarne alcune); alle installazioni pittoriche e sonore che gli fanno fare il giro del mondo con gallerie ed esposizioni. «Vivo l'arte e la applico in ogni frangente della mia vita. Il nuovo Andy è figlio del primo, con l'evoluzione poliedrica di tutto ciò che mi è sempre appartenuto: dagli oggetti feticci (un Goldrake santino nella sua camera fluorescente al neon blu), alla passione per gli abiti (vanta una splendida collezione di kimono giapponesi e almeno 300 paia di scarpe). «Il mio guardaroba è la fotografia sgargiante di quello che sono, così come il neon blu è lo specchio di una dimensione da alieno urbano».

http://www.vanityfair.it/people/italia/2011/10/22/andy-bluvertigo-a-casa-delle-star

martedì 18 ottobre 2011

Libera (e precaria)

Se precaria significa essere libera, io sono libera e precaria.Vivaiddio! Il problema del precariato è presente in tutti i settori, nel giornalismo poi è una lotta contro i mulini a vento. Ci sono precari di lusso e precari dignitosi, oltre a quel sottobosco che ruota nel mondo dell'editoria e che lotta per la "sopravvivenza", non potendo negoziare al meglio con gli editori per mancanza di potere nella fase contrattuale.Di ben altra natura la lotta interna dei giornalisti a contratto che difendono i privilegi senza "evolvere". Mi pare grottesco con l'avvento delle piattaforme integrate e della multimedialità.Oggettivamente,non vedo uno sbocco, una via d'uscita: troppi cavilli, troppe metastasi.

I quattrini che girano nel mondo dell’editoria sono sempre di meno, i quotidiani si vendono poco e la realtà del web è trattata ancora con sufficienza e scetticismo dagli addetti ai lavori. C'è una lentezza siderale in tutto, anche nella consapevolezza. Basti pensare alla ipocrisia che c'è nel trattare l'argomento Berlusconi.

L’unica via d’uscita è la consunzione fisica: al centrodestra fa ancora molto comodo perché è l’unico capace di portare i voti degli elettori ed è anche l’unico con un invidiabile carisma. L' alternativa sarebbe Alfano che non è nè un faro, nè un lumino da mettere sulle tombe dei defunti. Il vero problema è che non è mai esistita un’opposizione perché il centrosinistra italiano è la caricatura di se stesso, perché il Pd è una centrifuga di errori senza fine e senza leader. Quindi la realtà è che Berlusconi è in crisi da cinque anni ma continua a esistere perché non c’è nessuno in grado di levargli la sedia
. Bisogna avere talento per portare via la sedia a qualcuno e mi fanno ridere quelli che scioperano tanto per alzare il vessillo al cielo,senza essere nè affamati e nè folli.

mercoledì 5 ottobre 2011

Noi ci mettiamo le idee, qualcuno ci creda

MILANO - Che le idee diventino impresa. In una sera. E' questo il motto della StartuParty che si è svolta nei giorni scorsi al Collegio di Milano, uno dei più prestigiosi collegi universitari della città, per questa occasione aperto a tutti. Un evento che ha chiamato a raccolta più di 500 persone con il pallino dell'innovazione, nato grazie all'iniziativa di giovani venture capitalist, business angel (ovvero investitori pronti a fare sinergia con chi presenta le idee, cercando di mettere a disposizione con un atteggiamento solidale, l'esperienza manageriale acquisita nel tempo), ex startupper con varie esperienze sul campo che si sono confrontati su nuove idee di impresa e sulle possibilità di tradurle in business reali. Qualcuno ha dei progetti che vuole realizzare; altri hanno i capitali da investire. Se l'incontro va a buon fine, il business parte.

RICETTA ANTI-CRISI - E' una ricetta contro la crisi, il tentativo di mettere in contatto domanda e offerta di nuove idee. I giovani aspiranti imprenditori, ventenni o poco più, parlano il linguaggio delle nuove tecnologie. Gli operatori economici cercano nuovi talenti e nuove formule per trovare nuovi spazi nel mercato. «C'è in atto un nuovo fermento - sottolinea Emil Abirascid, direttore della rivista Innov’azione e amministratore delegato di Startupbusiness - e si moltiplicano le startup così come le possibilità di incontro con il mondo imprenditoriale, è in atto un rinnovamento strutturale. E tra il mondo accademico e le imprese c'è networking, una formula che sarà più forte della crisi.Le start up possono essere una risposta».

http://www.corriere.it/economia/11_settembre_25/startuparty-incontro-startup-finanziatori_976376d6-e757-11e0-a00f-4bc86d594420.shtml

http://video.corriere.it/innovazione-business-confronto/70dfbe10-e76c-11e0-a00f-4bc86d594420

Tante facce da startup

Ha riscosso grande successo la StartuParty che si è svolta al Collegio di Milano. Un evento con oltre 500 iscritti nato grazie all'iniziativa di giovani venture capitalist, business angel e startupper come Emil Abirascid, direttore della rivista Innov’azione, Ceo di Startupbusiness e ideatore dell’evento Percorsi dell’Innovazione di Smau.

“ È indispensabile cercare di avere visibilità nei luoghi giusti e in Italia le occasioni per fare innovazione cominciano ad aumentare ogni giorno di più. Alla StartuParty si possono incontrare possibili partner, collaboratori, venture capitalist che possono credere nelle idee, ma anche imprenditori a cui vendere un progetto ben calibrato”.

Nell'aula magna del Collegio, prima dell'inizio della festa, abbiamo assistito alla presentazione di alcune startup chiamate Road 55, dove una platea selezionata di persone si sono interfacciate con gli startupper per valutare la possibilità di diventare possibili investitori, o partner dei progetti.

http://italianvalley.wired.it/news/2011/09/23/startuparty-2011-14622.html

Matteo Ceccarini,il sound designer delle top model

Ha iniziato mixando le sue atmosfere per una giovanissima Carla Bruni. Ha registrato con il microfono lo scintillio dei coralli puri sulle passerelle per riprodurre i suoni cantilenanti sul corpo di Naomi Campbell. "Una tigre. Una avatar. Una pantera. Naomi camminava con l'istinto". Ha fatto sognare il rimpianto Ferrè, ha tradotto in musica l'istinto di Giorgio Armani o la creatività vulnerabile di Vivienne Westwood, lasciando le consolle da dj per diventare sound designer.

E così si è inventato una professione che non esisteva per vivere a braccetto con la libertà e il rischio. Che adora. "Preferisco l'incertezza alla certezza. Non voglio pensare di vivere come un mutante. Preferisco lottare tutti i giorni con la creatività e conquistarmi un piccolo punto nello spazio. Dover scegliere impone sempre una coerenza e io cerco di esserlo sempre".

Stiamo parlando di Matteo Ceccarini, l'ex dj di successo che ha ancora le cuffie tempestate di diamanti nel suo studio di una casa d'epoca a pochi passi da piazza San Sabila a Milano, ma che legge contemporaneamente Tiziano Terzani e la biografia di Patti Smith. "La musica, il mix, la magia dei suoni, sono il mio pane quotidiano. Adoro la pioggia e certi rumori impercettibili che la città nasconde. Vivo la notte rubando al silenzio il cuore. Per fortuna che con me c'è Eva (Riccobono, ndr.) che ha cambiato il mio modo di vivere. Eppure, strano a dirsi, nella mia vita quasi tutto è successo per caso".

http://www.gqitalia.it/moda/articles/2011/9/il-dj-delle-sfilate-e-delle-modelle-intervista-a-matteo-ceccarini

giovedì 15 settembre 2011

Play




Diego Zambrano

martedì 6 settembre 2011

Maria Gadù










Solo per occhi con lo sguardo perduto. Che dire con un viso simile: androgino e misogino, non fa che aizzare qualsiasi esteta che ha il senso dell'incompiuto e di quanto la natura umana è un corallario di differenze e in-differenze. Diane Arbus per Maria Gadù si sarebbe buttata dalla finestra con la leica al collo pur di sverlarla,pur di aprire il sarcofago del suo mistero,che in primo luogo è esistenziale. E lei,sicurmente borghese con la flemma della vagabonda errante,ha avuto il coraggio di "riscrivere" gli arrangiamenti di "Ne me quitte pas"di Jacques Brel. Mica fagioli. La sua versione è creditrice e debitrice allo stesso tempo e la nostra Gadù ha capito come infuocare il cielo con le note. Per chi non ha tempo da perdere.Come lei.

http://www.youtube.com/watch?v=dBwdTQf_qtg

Kurt Diemberger

http://video.corriere.it/kurt-diemberger-alpinista-cineasta-8mila-/37f0953a-d320-11e0-874f-4dd2e67056a6

martedì 9 agosto 2011

Nives Meroi e Romano Benet, alpinisti per sport e per amore










Ambra Craighero per GQ


Un passo dopo l'altro, a braccetto con il record di essere la prima (e finora unica) coppia di alpinisti al mondo ad aver scalato, fianco a fianco, 11 delle più colossali cime del pianeta, Everest e K2 comprese. Sempre insieme. Anche nella vita di tutti i giorni. Ma la storia di Nives Meroi e Romano Benet è iniziata quando si sono innamorati a diciott'anni. "Coronata poi da una luna di miele in ogni cima del nostro "K in 2" - sussurra Nives Meroi - senza i facili eroismi o le conquiste individualiste di uno a discapito dell'altro".

Incontrandoli nella cornice del Mistero dei Monti, un festival nelle Dolomiti - dopo aver fatto trekking con loro fino alla Malga Ritorto - , hai fin da subito l'impressione che loro due e la montagna sono una cosa sola. Con purezza e semplicità hanno scalato le cime più alte del pianeta senza nessun portatore di alta quota (sherpa), senza bombole di ossigeno e neanche quella in dotazione per l'emergenza. La loro tecnica di salita è ancora più esigente e raffinata: si accampano alla quota raggiunta e il mattino seguente smontano la tenda caricandosela in spalla per proseguire il cammino.

http://www.gqitalia.it/sport/articles/2011/8/nives-meroi-e-romano-benet-alpinisti-per-sport-e-per-amore


domenica 7 agosto 2011

Addio "comanda" l' hi tech entra in cucina










MILANO - Il tablet pc di Apple, dopo aver venduto un milione di pezzi nel mondo, va ora alla prova dei ristoranti e degli chef che mandano definitivamente in pensione il menù di carta e la «comanda» tradizionale. E tra non molto, forse, anche il maitre incaricato di raccoglierla. Il binomio hi tech - cucina ha trovato le sue origini nel Regno Unito, dove il rinomato chef Gordon Ramsay, diventato una vera star grazie alla guida Michelin e ai programmi tv che conduce, ha dato il via alla trasformazione culturale e sociologica delle cucine usando per primo nel suo ristorante di Londra, l'iPad per la carta dei vini.

http://www.corriere.it/cronache/11_agosto_06/craighero-hi-tec-ipad_e3ad011a-c047-11e0-a13e-1a638a1f4d09.shtml

http://www.corriere.it/gallery/cronache/08-2011/chef/1/piatto-ipad-_20c9035e-c049-11e0-a13e-1a638a1f4d09.shtml

http://video.corriere.it/nella-cucina-tecnologica-chef-alberto-riboldi-/33a4a2da-c049-11e0-a13e-1a638a1f4d09

sabato 30 luglio 2011

DAILY WIRED NEWS MEDIA Summer Jamboree, 10 pezzi rock 'n' roll tutti per voi











di Ambra Craighero per Wired

È come salire sulla macchina del tempo del film Ritorno al Futuro, per poi catapultarsi nei meravigliosi anni '40 e '50, dove in ogni angolo delle strade di Senigallia (in provincia di Ancona) le band suonano swing, jive e doo-wop e la gente sembra uscita direttamente dal set di Gioventù bruciata. E dire che questo festival, il Summer Jamboree, era partito 12 anni fa in sordina tra lo scetticismo generale. E quest'anno riparte il 30 luglio fino al 7 agosto.


Provate a pensare a una rassegna di
nicchia, più vicino alle logiche underground di chi suona dentro ad un garage che alle fanfare di massa. L'idea di trasformare Senigallia, - con la sua rotonda sul mare e un romanticismo da balera - in mondo a parte che non fosse solo musica per gli amanti del genere, ma anche sociologia, costume, revival di un'epoca, è di Angelo Di Liberto, il direttore artistico che, insieme ad Alessandro Piccinini e Andrea Celidoni, ha saputo far rivivere uno stile di vita che non è mai passato di moda. Cresciuto a pane e rock, ciuffo impomatato alla maniera di The Pelvis, rigorosamente con la tricofilina, ancora oggi ha una Chevrolet Bel Air del 1953 come utilitaria, una famiglia vestita anni '40 e un armadio con oltre mille vinili. Per chi non volesse mancare, eccovi le perle: ci saranno gli esuberanti The Bobbettes, i Cleftones, per la categoria emergenti Si Cranstoun (UK). Per i big non mancherà lo statunitense Big Sandy, affiancato dai formidabili italiani Good Fellas, un movimento orientato verso la root music americana, il country tradizionale e il western swing.

http://daily.wired.it/news/media/2011/07/29/10-migliori-canzoni-summer-jamboree-13850.html

venerdì 29 luglio 2011

Pietro, startupper: "Finanziamo la scuola pubblica online"











di Ambra Craighero per Wired

Solo nove mesi fa Pietro Marigo aveva una vaga idea di business, così come molti suoi coetanei che sono, sì super formati (specializzati con master e stage di ogni ordine e tipo), ma che devono fare i conti, oltre che con le idee, anche con le difficoltà di trasformare i propri sogni in business plan.

E non poteva certo immaginarsi che la sua vita sarebbe cambiata grazie a una startup. Quando quella mattina dello scorso ottobre, con passo deciso, ha varcato la soglia del The Hub per prendere parte alla Startup Weekend di Milano insieme a 200 partecipanti, non conosceva nessuno e non era nemmeno tanto sicuro di entrare tra i migliori progetti hi tech.

http://italianvalley.wired.it/news/2011/07/29/startup-school-raising-13840.html